Demodicosi nel cane: cause, sintomi e terapia della rogna rossa

Oggi andremo a parlare di demodicosi nel cane, meglio nota come rogna rossa. Andiamo a vedere cause, sintomi, diagnosi e terapia.

Che ne dite se parliamo di demodicosi? Si tratta di una malattia dermatologica parassitaria del cane, nota anche come rogna rossa. Di solito quando al proprietario di un cane si diagnostica la rogna rossa, i primi dieci minuti dopo la diagnosi sono dedicati a tranquillizzarlo e a cercare di spiegargli che la parola rogna non è contagiosa solo perché viene pronunciata e che la rogna rossa, contrariamente ad altre patologie parassitarie, non è contagiosa né per gli altri cani né per l’uomo. E’ che di solito quando dici “Rogna” i proprietari vanno in allarme immediatamente e riguadagnare la loro attenzione dopo è alquanto difficile.

Cause


Dobermann cucciolo

La demodicosi o rogna demodettica o rogna rossa è una malattia parassitaria del cane provocata dall’acaro Demodex canis. Ribadiamo il concetto: non è contagiosa per gli altri cani, non è contagiosa per altri animali, non è contagiosa per l’uomo. Trattasi di un problema esclusivamente di quel particolare cane.

Se non è contagiosa, da dove l’ha presa il cane? Questa è la domanda che pone il proprietario subito dopo essersi ripreso dallo shock della parola “Rogna”. Fondamentalmente l’ha presa dalla madre. La cosa curiosa è che non tutti i cani manifestano i sintomi, magari sono portatori dell’acaro, ma se non si ha un calo delle difese immunitarie, ecco che non è detto che la malattia si manifesti. Questo vuol anche dire che non tutti i cuccioli della stessa cucciolata la contraggono.

Sintomi

La rogna rossa di può manifestare sotto due forme: la forma localizzata e quella generalizzata. La forma localizzata di solito colpisce i cani giovani, di tutte le razze e non ha particolare predisposizione di sesso. I sintomi sono quelli di una perdita di pelo soprattutto a livello di testa e zampe, spesso confusa con un graffio o con una micosi. Si ha la totale assenza di prurito, raramente si osserva desquamazione cutanea e infiammazione.

Per quanto riguarda la forma generalizzata, può colpire tanto i giovani quanto gli adulti. Essa è provocata da un’infezione batterica secondaria, di solito da Stafilococchi, ma talvolta anche da Malassezia. Questa sovrinfezione batterica secondaria alla rogna rossa provoca sintomi più gravi:


  • aree alopeciche a rapida diffusione
  • squame cutanee, eritema
  • croste, comedoni
  • foruncoli, pustole, papule
  • dolore sulla parte lesionata
  • prurito
  • febbre
  • aumento di volume dei linfonodi
  • anoressia

Una forma particolare generalizzata è la pododemodicosi: in pratica tutte le lesioni si concentrano sulle dita. Anche questa è una forma grave, talvolta molto difficile da debellare. La forma generalizzata compare spesso in razze come il Dobermann, il Bulldog inglese, il West Highland White Terrier.

Visto il discorso fatto prima sul calo delle difese immunitarie, quando si ha un cane adulto che manifesta una forma generalizzata di demodicosi, ecco che bisogna sempre sospettare una patologia sottostante che provochi un’immunodepressione, come per esempio un diabete mellito, il Morbo di Cushing, ma anche gravidanza, allattamento e terapie prolungate con cortisonici.

Per quanto riguarda la diagnosi, si tratta di fare dei raschiati cutanei per cercare di evidenziare il parassita. Lo scotch test non basta, il parassita si annida nel follicolo pilifero, quindi bisogna raschiare in profondità. E un singolo raschiato negativo non significa che il cane non abbia la malattia: magari hai semplicemente raschiato in un punto in cui in quel momento il Demodex non c’è. Nei casi sospetti, ma con raschiati ripetutamente negativi, si può arrivare a fare anche una biopsia cutanea.

Terapia

La terapia della Demodicosi presuppone prima di tutto una diagnosi. Una volta effettuata, ecco che a seconda della gravità delle lesioni si potrà procedere o con applicazioni di sostanze topiche o con appositi spot on che abbiano come indicazione terapeutica la rogna rossa o ancora con somministrazione orale di farmaci normalmente utilizzati per la prevenzione della filaria.
Attualmente si preferisce utilizzare gli spot on eventualmente abbinati con le spugnature locali, in quanto la terapia orale, a differenza di quanto succede per la prevenzione della filaria, va fatta giornalmente fino a negativizzazione di tre raschiati consecutivi, il che implica una spesa spesso non sostenibile da parte del proprietario. Se siamo di fronte ad una forma generalizzata, ecco che bisognerà impostare adeguata terapia antibiotica e di sostegno, oltre al fatto che bisognerà valutare la presenza di altre patologie sottostanti.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria.

Foto | Littlehuw

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