Tromboembolismo arterioso felino: cause, sintomi e terapia

Che ne dite se oggi andiamo a parlare di tromboembolismo arterioso felino? Andremo a vedere cause, sintomi, diagnosi e terapia di questa malattia ischemica.

Il tromboembolismo arterioso è una malattia ischemica a carattere acuto. In pratica si ha la formazione di un coagulo a livello dell’atrio sinistro (più raramente nelle altre camere cardiache); questo coagulo prende poi la via del circolo sanguigno e arriva a bloccarsi nelle arterie periferiche: è qui che provoca l’ostruzione. Quindi di base il tromboembolismo arterioso è spesso associato a malattie cardiache, ma in realtà potrebbe anche essere provocato da traumi, ipertiroidismo, tumori o anche sepsi.

Cause


Gatto tigrato

In generale i trombi per formarsi hanno bisogno di base di almeno una di queste situazioni (triade di Wirchow):


  • lesioni a carico dell’endotelio (da sepsi, vasculiti immunomediate, amiloidosi, flebiti, anemia emolitica immunomediata, filariosi cardiopolmonare, emagiosarcomi, invaginamento intestinale, ustioni, traumi)
  • stasi (da ipovolemia, da disidratazione, tutte le cardiopatie, insufficienza cardiaca, tamponamento cardiaco, ipertensione polmonare)
  • ipercoagulabilità del sangue (da CID, tumori, sindrome nefrosica, anemia emolitica immunomediata, sepsi, Cushing, glomerulopatie)

Normalmente le arterie in cui è più facile che si sviluppi un tromboembolismo arterioso sono la biforcazione aortica a livello delle iliache (quasi tutti i casi), l’arteria renale, l’arteria brachiale, le arterie cerebrali, le arterie polmonari e anche l’arteria brachiale. Per quanto riguarda la razza, praticamente tutti i gatti possono svilupparla, soprattutto i comuni europei, i Birmani, gli Abissini e i Ragdoll. La miocardiopatia è di solito il fattore predisponente più importante.

Sintomi

Tendenzialmente il gatto con tromboembolismo arterioso è un’urgenza assoluta, i sintomi sono:


  • paresi acuta e improvvisa (di solito bilaterale)
  • tachipnea (da dolore, edema polmonare o versamento pleurico)
  • respirazione a bocca aperta
  • testa estesa sul collo nel tentativo di respirare
  • raramente segnalata una zoppia intermittente
  • arti freddi, cianotici
  • dolore con vocalizzazioni
  • letto ungueale cianotico
  • alterazioni del polso femorale
  • soffio cardiaco
  • ritmo di galoppo
  • in caso di tromboembolismo dell’arteria renale, mesenterica o polmonare si hanno alterazioni nella funzionalità di questi organi
  • epilessia, deficit neurologici in caso di tromboembolismo cerebrale

Il sospetto diagnostico viene emesso dopo visita clinica notando la mancanza del polso femorale, il dolore, la paresi, sentendo il soffio cardiaco. La conferma avviene tramite i test di coagulazione, il doppler vascolare e l’ecografia. E ancora sono utili l’angiografia, la RM, la TAC e la scintigrafia. Per gli esami del sangue potreste trovare iperazotemia, aumento delle transaminasi, aumento di CPK e LDH, iperglicemia, ipocalcemia, ipercolesterolemia. La diagnosi differenziale viene effettuata nei confronti dei traumi, dei tumori spinali, di erne del disco, di infarti fibrocatilagine, della neuropatia diabetica e anche della miastenia gravis.

Terapia

La terapia del tromboembolismo arterioso felino può essere o chirurgica, tramite la rimozione dell’embolo, ma deve essere eseguita in strutture specializzate in quanto richiede una strumentazione specifica. Il che significa avere un gatto in grado di sopportare un’anestesia e visto che spesso hanno anche problemi cardiaci, non sempre si riesce ad optare per questa soluzione.

La terapia medica prevede di dare ossigeno se serve, attuare una terapia del dolore, trattare la patologia cardiaca, evitare che si formino nuovi trombi (di solito si usa l’eparina che non scioglie i coaguli già formati, ma impedisce la formazione di nuovi e la crescita di quelli già presenti), mantenere il circolo sanguigno e tutta la terapia di supporto del caso.

La prognosi comunque è spesso infausta, nonostante le diverse terapie che si possono adottare. E nei gatti che sopravvivono sono frequenti le recidive.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Foto | Tambako

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