Dermatite erpetica nel gatto: cause, sintomi e terapia

Oggi andremo ad approfondire un aspetto particolare dell’infezione da Herpesvirus nel gatto: la dermatite erpetica, guardando cause, sintomi, diagnosi e terapia.

Dell’Herpesvirus felino (FHV-1) abbiamo già abbondantemente parlato. Ma oggi vogliamo concentrarci su un aspetto particolare di questa infezione, ovvero la dermatite erpetica dei gatti. Appartenendo al genere Varicellovirus, ha un certo neurotropismo per cui dopo la fase acuta dell’infezione è capace di persistere in forma latente nelle cellule dei gangli del paziente. Quando il sistema immunitario subisce un fenomeno di immunodepressione per stress, altre malattie o terapie cortisoniche, ecco che il virus si riattiva e può provocare di nuovo i sintomi, fra cui più spesso vediamo rinotracheite, glossite, cheratite, congiuntivite, sinusite cronica, uveite, cheratocongiuntiviti eosinofiliche e, seppur più raramente, anche dermatite erosiva e ulcerocrostosa. Non è così frequente, però è bene sapere della sua esistenza.

Sintomi e diagnosi


Gatto soriano

Come anticipato, qui parleremo di dermatite da Herpesvirus nel gatto. Di solito si localizzano a livello del muso e si presentano sotto forma di erosioni, ulcere, croste, eritema e gonfiore. Talvolta si vedono anche delle vescicole. Tendenzialmente queste lesioni compaiono soprattutto dove si ha contatto con i secreti ricchi di virus, quindi palpebre, naso, narici e labbra, ma anche nelle zone dove si ha l’innervazione del trigemino, quindi contorno occhi, muso e dorso del naso.

In alcuni casi la dermatite compare a livello delle zampe, soprattutto nelle parti distali e sui polpastrelli, sulle orecchie e sull’addome. Non si conosce esattamente il perché della formazione delle lesioni, ma si ipotizza che sia dovuto al contatto con le secrezioni ricche di virus. Occhio poi che in alcuni gatti le lesioni sono simmetriche, quindi possono trarre in inganno e far pensare ad una patologia immunomediata. Normalmente non si ha prurito e quando è presente è dovuto alla sovrinfezione batterica secondaria, così come anche l’ingrossamento dei linfonodi regionali. Attenzione poi che a volte le lesioni della cute compaiono anche senza precedenti sintomi respiratori.

La diagnosi differenziale la si fa nei confronti di:

La diagnosi di certezza si ha solamente tramite l’esame istologico delle lesioni cutanee o tramite PCR e immunoistochimica.

Terapia

Purtroppo essendo una malattia virale, non esiste una cura definitiva, anche perché risulta impossibile eliminare il virus dalle cellule. Ci sono diverse terapie che si possono tentare per migliorare il problema: la L-lisina, l’interferone alfa felino, protocolli sperimentali a base di famciclovir, mentre assolutamente sconsigliato è l’utilizzo di cortisonici per via dell’effetto immunodepressivo. Ovviamente se c’è anche concomitante sovrinfezione batterica il micio va sottoposto ad adeguata terapia antibiotica. Le terapie possono essere anche combinate fra di loro, ma bisogna ricordare che la prognosi rimane comunque riservate e che le recidive sono praticamente all’ordine del giorno non appena si sospende la terapia.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Foto | tambako

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