Iperadrenocorticismo nel gatto: cause, sintomi e terapia

Che ne dite se oggi andiamo a parlare di iperadrenocorticismo nel gatto? Vediamo cause, sintomi, diagnosi e terapia.

Visto che abbiamo dato uno sguardo al Morbo di Cushing nel cane e all’iperadrenocorticismo nel furetto, perché non andare a sbirciar anche l’iperadrenocorticismo del gatto? Diciamo subito che la patologia non è così frequente nel gatto come nel cane o nel furetto, tuttavia ogni tanto capita di trovare un gatto con iperadrenocorticismo. Diciamo che molti aspetti e sintomi sono simili a quelli del cane, tuttavia ci sono alcune piccole differenze da tenere in considerazione. Ecco perché oggi andremo a vedere l’iperadrenocorticismo del gatto con cause, sintomi, diagnosi e terapia.

Cause e sintomi


Gatto siamese

Nel gatto abbiamo fondamentalmente due forme di iperadrenocorticismo:


  • iperadrenocorticismo di origine ipofisaria: di solito da adenomi o adenocarcinomi all’ipofisi; è la forma più frequente
  • iperadrenocorticismo di origine surrenale (da tumore, può essere mono o bilaterale)

Questo perché quello di origine iatrogeno è raro. Per quanto riguarda i sintomi, di solito colpisce i gatti anziani al di sopra dei 10 anni, soprattutto incroci. Nel gatto c’è una forte correlazione fra iperadrenocorticismo e diabete mellito, spesso si manifesta intolleranza ai carboidrati e diabete mellito insulino-resistente. I sintomi di iperadrenocorticismo nel gatto sono:


  • poliuria, polidipsia, polifagia (di solito dipendenti dal diabete mellito; la prova ne è il fatto che nei gatti a cui vengono somministrati cortisonici raramente abbiamo come effetto collaterale PD/PU)
  • urina col peso specifico elevato e molto concentrata
  • alopecia a chiazze
  • pelo irsuto
  • aumento di peso/dimagramento
  • letargia
  • cute fragile e sottile
  • afflosciamento del padiglione auricolare
  • addome a botte
  • epatomegalia
  • diminuzione della massa muscolare
  • infezioni cutanee

Diagnosi e terapia

Per quanto riguarda gli esami del sangue, di solito si ha iperglicemia, glicosuria, ipercolesterolemia e leggero aumento dell’ALT. Tutti segni compatibili anche con diabete mellito: di solito il sospetto di iperadrenocorticismo si ha quando il veterinario nota un diabete mellito insulino resistente. Ecco che allora procede per cercare una delle cause di insulino resistenta e salta fuori l’iperadrenocorticismo. Per quanto riguarda la diagnosi, si eseguono i medesimi test utilizzati nel cane, quindi test con ACTH o test di soppressione a basse dosi di desametazione.

Per quanto riguarda la terapia dell’iperadrenocorticismo nel gatto, si usano i farmaci per bloccare la produzione e la liberazione di cortisolo (anche se nel gatto non ci sono veri e propri protocolli come nel cane e i risultati della terapia sono variabili) o l’asportazione chirurgica della surrenale colpita da eventuale tumore. In questo caso bisogna seguire un attento periodo post operatorio con controlli periodici dell’equilibrio elettrolitico. Occhio che non è detto che risolvendo l’iperadrenocorticismo si risolva anche il diabete mellito, ma dovrebbe essere più facile controllare la glicemia.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Foto | duncanh1

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