Insufficienza renale cronica nel cane e gatto: precisazioni sulla terapia

Torniamo a parlare di insufficienza renale cronica nel cane e gatto andando a vedere qualche dettaglio sulla terapia.

cane gatto

Insufficienza renale cronica nel cane e gatto – Abbiamo già parlato in passato di cause, sintomi e terapia dell’insufficienza renale cronica nel cane e gatto. Visto che si tratta di una delle patologie più comuni e diffuse oggi andremo ad approfondire la questione terapia, spiegando perché è importante che si svolga su più fronti. Questo fermo restando che anche applicando tutti i protocolli non è detto che quel cane o gatto ce la facciano: è brutto da accettare, ma anche la terapia medica ha i suoi limiti.

Insufficienza renale cronica nel cane e gatto: la dieta

Molti proprietari non riescono a capire che la dieta corretta è uno dei capisaldi della terapia dell’insufficienza renale nel cane e gatto. Creare una dieta casalinga perfettamente bilanciata e adatta a un paziente con IRC è praticamente impossibile, difficile riuscire a bilanciare correttamente proteine, vitamine e minerali così come invece avviene con le diete commerciali. Potete tentare con un veterinario nutrizionista se vi siete fissati con la dieta casalinga, ma se volete tentare sul serio di abbassare l’azotemia allora dovrete per forza rassegnarvi alla dieta commerciale.

Questo perché le diete renali sono bilanciate in modo da avere una restrizione proteica (che non vuol dire non dare proteine come molti proprietari pensano, significa dare meno proteine, ma di valore biologico più alto. Questo per evitare fai-da-te dei proprietari che in corso di IRC smettono di dare del tutto proteine al pet: complimenti, l’ipoalbuminemia e l’edema sono dietro l’angolo), bassi contenuti di fosforo e aggiunta di acidi grassi omega 3.

Dare troppe poche proteine provoca solo malnutrizione, ulteriore dimagramento e scadimento delle condizioni corporee, oltre ai problemi di ipoalbuminemia di cui parlavamo prima. Per quanto riguarda il fosforo, tende ad alzarsi in corso di insufficienza renale cronica per via di un iperparatiroidismo secondario. Se si riesce a diminuire il fosforo, ecco che rallenta la progressione della nefropatia. Le diete apposite attuano già una restrizione del fosforo, ma eventualmente ci sono integratori e prodotti chelanti il fosforo che si possono usare nel caso la dieta da sola non fosse sufficiente. Questo ovviamente implica che consentiate al veterinario di fare dei prelievi periodici per monitorare azotemia, fosforo, potassio e globuli rossi. Se non glieli concedete, nessuno al mondo potrà sapere se la terapia richiede correzioni o meno.

Per quanto riguarda gli acidi grassi, oltre a trovarsi nella dieta specifica, possono essere integrati: aiutano a contrastare l’infiammazione, i problemi di coagulazione, l’aumento del colesterolo e hanno beneficio anche nei confronti dell’ipertensione. Eventualmente si può integrare anche con vitamina B che viene persa in corso di IRC.

Insufficienza renale cronica nel cane e nel gatto: i farmaci

La dieta è solo una parte dell’insufficienza renale cronica nel cane e nel gatto, c’è poi la terapia farmacologica. A partire dalla fluidoterapia per ridurre i livelli di azotemia nel sangue (in fase acuta se è possibile sarebbe meglio per via endovenosa), si passa poi agli ace-inibitori che aiuta a mantenere sotto controllo la pressione glomerarulare e migliora la proteinuria. Per quanto riguarda la pressione sistemica, se l’ace-inibitore da solo non ce la fa ci sono altri farmaci per poterla controllare.

Spesso in corso di IRC ci si imbatte nell’anemia a causa della diminuita produzione di eritropoietina da parrte del rene. L’eritropoietina umana si usa nelle forme normocromiche normocitiche non rigenerative, mentre se si ha microcitosi qualcuno ha proposto l’uso degli antistaminici anti-H2.

Per quanto riguarda il potassio, in corso di IRC tende a diminuire, tranne nella fase terminale dove tende ad aumentare (anche in IRA). Per cui importante è saperne il valore prima di integrare o meno. Da controllare anche l’acidosi metabolica quando il bicarbonato sierico scende sotto i 12-14 mEq/L.

E’ facilmente intuibile come tutti questi valori vadano controllati periodicamente e non solo durante la fase di diagnosi, ma purtroppo per motivi economici non sempre i proprietari acconsentono a controlli più approfonditi e costanti.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Foto | ifl

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