Cardiomiopatia nel gatto Norvegese delle Foreste: uno studio

Uno studio ha messo in luce alcuni aspetti della cardiomiopatia famigliare del gatto Norvegese delle Foreste.

Cardiomiopatia – Le cardiomiopatie nei gatti continuano ad essere troppo sottovalutate. Soprattutto quando si hanno gatti appartenenti a determinate razze converrebbe controllare l’assenza di tali patologie possibilmente prima che si scateni la malattia. E non sto neanche a ribadire il concetto secondo il quale se il vostro veterinario rileva un soffio, un’aritmia o qualsiasi altro sintomo imputabile a un problema cardiaco nel gatto sia preciso dovere del proprietario in quanto persona preposta alla cura del gatto seguire i consigli e assicurarsi della gravità della situazione. Purtroppo ancora oggi quando al gatto viene diagnosticato un soffio cardiaco ecco che la maggior parte dei proprietari fa spallucce, ignora i problemi e continua a concentrarsi sui problemi che, secondo lui, sono più gravi in quel momento: le unghie da tagliare, il vaccino scaduto due anni prima, quel nodo nel pelo che non si riesce a togliere... come dice Ron "Bisogna rivedere le proprie priorità".

Cardiomiopatia nel Norvegese delle Foreste: sintomi

Lo studio dal titolo "Familial cardiomyopathy in Norwegian Forest cats", Imke März, et al. J Feline Med Surg. August 2015; 17 (8): 681-91 ha proprio messo in luce alcuni aspetti interessanti della cardiomiopatia del Norvegese delle Foreste. Il gatto Norvegese delle Foreste è infatti fra le razze di gatti predisposte allo sviluppo della cardiomiopatia, anche se mancano ancora studi precisi che elenchino le caratteristiche della malattia in questa razza.

Lo studio di cui parliamo ha voluto evidenziare alcuni primi aspetti. Sono stati esaminati gatti Norevgesi appartenenti a gruppi famigliari in cui era presente la malattia, tramite visita cardiologica e ecocardiografia. In 53 gatti esaminati, pur essendoci la presenza di una cardiomiopatia ipertrofica, non si avevano soffi o forme di ostruzione. 6 gatti morivano successivamente a causa della patologia cardiaca, mentre su sette gatti su otto erano presenti alterazioni dei miociti e delle miofribrille, lesioni tipiche della cardiomiopatia ipertrofica. Solo che sempre in questi gatti si aveva anche una fibrosi endomiocardica tipica della cardiomiopatia restrittiva.

Cosa vuol dire?

Lo studio ha messo in luce come esista una forma di cardiomiopatia familiare nei gatti Norvegesi delle Foreste. Questo vuol dire prestar maggior attenzione alla possibile comparsa di tale problematica in questa razza, non solo per curare il singolo soggetto malato, ma anche per evitare la riproduzione dei soggetti malati o portatori.

E dallo studio è emerso anche un altro concetto: se non si sentono soffi o aritmie all’auscultazione, non è detto che non ci sia comunque una forma di cardiomiopatia.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Via | Journal of Feline Medicine and Surgery

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