Gattari da legare: I gatti e le olive

Gattari da legare: I gatti e le oliveIl gatto è divino perché, quando pensi di averle viste tutte, lui ti sorprende. In giardino ho un ulivo, i cui frutti non sono stati raccolti. Le olive sopravvissute hanno l'apparenza di quelle belle olive di Gaeta che ogni campano sparge su tutte le pietanze cucinate. Battute dalle piogge e appesantite dalla neve, cadono inesorabilmente.

Da un paio di settimane, trovavo sul pavimento del portico i noccioli perfettamente spolpati e, naturalmente, davo la colpa agli uccelli. Finché non ho visto uno dei gatti più giovani mangiarle con gusto ripulendo alla perfezione i noccioli. Non era possibile, di gatti ne ho visti e cresciuti a decine, ognuno con qualche stranezza, ma la predilezione per le olive mai!

Ho fatto una rapida ricerca in internet, che ha sostituito lustri di studio con informazioni spesso raffazzonate e approssimative, e ho scoperto che non era una cosa così insolita. Sembra che olive e ulivi abbiano in comune con l'erba gatta sostanze come il nepetalattone, praticamente allucinogene e delle quali abbiamo già parlato.

Dovete sapere che, quando si parla di biologia, di chimica o in generale di scienze naturali, nel mio cranio soffiano i venti gelidi della Patagonia. Ma i miei occhi, se adeguatamente corredati di occhiali, riescono a distinguere un gatto in visibilio. Non credo che un'oliva possa essere dannosa, ma qui si parla di 15 noccioli lasciati sul terreno. Non so come evitarlo, se anche scuotessi l'albero e raccogliessi i frutti rimarrebbe un'altra ventina di ulivi ancora coi frutti, nei paraggi. Il micio mi sembra in buona salute, nulla di strano. Forse è solo un'altra moderna vittima dell'happy hour. Finché non lo trovo con uno spritz tra le zampine...

Foto | Flickr

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