Gattari da legare: Divani in pelle

my fav sofaDa qualche giorno mi sento contesa: non so cosa sia capitato ai miei gatti, ma al mio ritorno da casa di mia madre hanno cominciato a comportarsi in modo strano, e io mi sento terra di conquista. Che i gatti fossero golosi di coccole e attenzioni l’ho sempre saputo, ma adesso stanno esagerando. Vado in giardino, e la prima gatta inizia a tampinarmi miagolando. Mi accovaccio e la accarezzo. Dopo pochi secondi mi sento pericolosamente spingere in avanti: è un’altra gatta che mi prende a testate, reclamando le sue coccole. Avendo una mano ancora libera, accarezzo anche lei, mentre mi tengo in equilibrio su un tallone, dovendo con l’altro piede dividere le due che hanno cominciato a litigare per essere l’unico oggetto delle mie attenzioni.

La solita partita a Twister, però, sale di livello: essendosi aggiunta un’altra gatta, sono costretta a dividere il piede destro tra coccole e azione pacificatrice. La seconda gatta, a furia di testate, mi fa cadere liberando anche il piede sinistro e, così, dispongo di quattro tentacoli per accontentare anche il quarto micio, che si è unito alla compagnia più per dare fastidio che per convinzione. A questo punto, divento una piovra con difficoltà motorie, e cerco di coordinare gli arti per mantenere una figura armonica davanti al vicino che, oltre la siepe, tenta disperatamente di non incontrare il mio sguardo. Trovo straordinario il desiderio di voler mantenere la dignità in situazioni tanto avverse.

Quando penso di aver ormai trovato un ritmo, uno dei mici me lo spezza, decidendo di stendersi sulla mia pancia. Per qualche secondo non riesco a fermare il piede che continua a muoversi a vuoto, e do l’impressione di un polpo spiaggiato. Quello è il segnale che devo alzarmi. Meglio: dovrei alzarmi, perché nel frattempo è iniziata la conquista anche del resto del corpo, calpestato da sedici zampette sempre più entusiaste e facilmente irritabili, visto che ogni mio movimento è salutato da morsi e graffi di protesta. E così mi arrendo: mi arrendo ai gatti, mi arrendo al vicino, mi arrendo alla perdita di dignità, mi arrendo all’essere diventata un divano per gatti. Tante battaglie per il corpo delle donne, e a quello delle gattare non ci pensa mai nessuno.

Foto | Flickr

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