I delfini in Italia sono sempre più a rischio: e la colpa è anche nostra

I delfini in Italia sono sempre più a rischio: e la colpa è anche nostra

I delfini in Italia sono sempre più a rischio, e la colpa è anche nostra: ecco cosa sta succedendo e cosa dovremmo fare

I delfini in Italia stanno scomparendo, e la causa è collegata in proprio a noi. Perdita di habitat naturali, crisi climatica, inquinamento, caccia e bracconaggio, sfruttamento smodato delle risorse, presenza sempre più diffusa di specie aliene invasive, perdita della biodiversità. Sono questi i fattori che stanno portando alla scomparsa di specie animali amate in tutto il mondo, ma nonostante ciò, messe in pericolo proprio da noi umani.

A sottolinearlo ancora una volta è il gruppo Legambiente, che ha da poco realizzato un rapporto nel quale si elencano le 12 specie più a rischio sul nostro territorio, ovvero:

  1. Grifoni
  2. Trota mediterranea
  3. Tritone crestato italiano
  4. Lontra
  5. Orso bruno marsicano
  6. Lupo
  7. Camoscio appenninico
  8. Farfalle
  9. Insetti impollinatori
  10. Squali
  11. Delfini
  12. Tartaruga Caretta caretta.

Delfini in Italia a rischio per la perdita di biodiversità

I delfini sono, insieme agli altri animali che vi abbiamo elencato, fra le future possibili vittime della perdita di biodiversità che sta preoccupando gli scienziati ormai da molti anni. A tal proposito, Legambiente sottolinea quanto sia importante proteggere il Pianeta e le creature che lo popolano:

Occorre tutelare di più la fauna a rischio del Paese risolvendo i conflitti tra le istituzioni, incrementando le risorse economiche e istituendo le aree protette marine e terrestri a partire da quelle già previste.

Pensate che solo il nostro Paese ospita attualmente circa la metà delle specie vegetali e un terzo di tutte le specie animali presenti in Europa. Purtroppo però stiamo perdendo questa inestimabile ricchezza a causa della nostra noncuranza e della superficialità.

Per affrontare la situazione, l’associazione Legambiente si sta impegnando per incrementare le aree protette e le zone di tutela entro il 2030, nonché per migliorare la gestione della biodiversità e del capitale naturale nel nostro Paese.

Non possiamo che augurarci che lo sforzo congiunto delle associazioni e di tutti noi possa davvero fare la differenza.

via | Ansa
Foto di Free-Photos da Pixabay

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