FIP nel gatto: i più comuni dati di laboratorio nella Peritonite Infettiva Felina

Un recente studio ha messo in luce quali siano i più comuni segni di laboratorio nella FIP del gatto.

gatto noia

FIP del gatto – Visto che in medicina veterinaria (così come quella umana) gli studi sono in continuo svolgimento e ciò che era vero ieri potrebbe non esserlo più oggi (cosa che di solito confonde non poco i proprietari convinti che il loro pet sia una macchina e che non comprendono come la medicina sia fatta di sfumature e non di certezze fisse e immutabili), ecco che oggi andiamo a vedere uno studio che ci parla dei più comuni dati di laboratorio della FIP nel gatto, anche nota come Peritonite Infettiva Felina.

FIP nel gatto: i più comuni dati di laboratorio

Lo studio in questione si intitola "Clinical and laboratory features of cats with feline infectious peritonitis - a retrospective study of 231 confirmed cases (2000-2010)", Riemer F, Kuehner KA, Ritz S, Sauter-Louis C, Hartmann K. J Feline Med Surg. 2015 Jul 16. Si tratta di uno studio retrospettivo che ha analizzato le cartelle cliniche di 231 gatti con FIP confermata.

Alcuni dati emersi confermano quello che già sapevamo: gatti maschi e giovani hanno più probabilità di ammalarsi. Inoltre la sterilizzazione non è associata allo sviluppo della malattia, cosa questa di cui si fa fatica a convincere i proprietari. Il problema è che talvolta capita che la FIP si manifesti poche settimane dopo una sterilizzazione: il proprietario associa le due cose e dà la colpa di tutto alla sterilizzazione (ci sono proprietari che riescono a collegare qualsiasi tipo di malattia sviluppata dal loro gatto, dall’unghia incarnita alla Toxoplasmosi a quel vaccino o quella sterilizzazione fatta dieci anni prima. Sarebbe come a dire che la dermatite che ho sviluppato sulla mano è colpa del vaccino antitetanico che ho fatto cinque anni fa o all’appendicectomia che ho fatto venti anni fa... giudicate un po’ voi la sensatezza della cosa). In realtà il fatto è che il gatto già aveva il virus in sé, semplicemente l’abbassamento delle difese immunitarie provocato dall’anestesia ha accelerato i tempi di comparsa della malattia. Malattia che sarebbe comunque arrivata di lì a breve. Altra cosa è che non c’è nessuna predisposizione di razza.

Per quanto riguarda i più comuni segni di laboratorio nella FIP del gatto abbiamo:

microcitosi dei globuli rossi
35.1%

(il 42.4% di costoro non hanno una contemporanea anemia)

neutrofilia con band
44.3%

(il 35.8% di costoro non aveva neutrofilia matura)

linfopenia
27.8%

(valore riferito alla forma non effusiva, più alto in quella effusiva)

proteine totali aumentate
17.5%

iperglobulinemia
89.1%

rapporto A:G
85%

rapporto A:G
67.8%

FIP nel gatto e dati di laboratorio: cosa significano?

Da questo studio è emerso che la microcitosi eritrocitaria è molto comune nei gatti con FIP, quindi se si hanno altri sintomi e dati di laboratorio tipici si può ragionevolmente sospettare una FIP. Per la FIP non effusiva, la linfopenia non è un dato utile perché c’è in pochi casi, mentre la deviazione a sinistra della formula leucocitaria in mancanza di neutrofilia matura rende la vita difficile per differenziare fra FIP effusiva e peritonite settica. Il valore delle globuline e del rapporto A:G, invece, hanno un maggior valore diagnostico rispetto all’iperproteinemia. Inoltre si ha iperbilirubinemia maggiormente nella forma effusiva.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Foto | lostintexas

Via | Journal of Feline Medicine and Surgery

  • shares
  • Mail