Cosa fare se la tartaruga fa le uova?

Cosa fare se la tartaruga fa le uova?

Le vostre tartarughe hanno fatto le uova? Bene, potreste diventare nonni. Scherzi a parte, ecco cosa fare.

Potrebbe capitare che le vostre tartarughe di terra facciano le uova. In realtà potrebbe anche succedere con le tartarughe d’acqua, ma più frequentemente succede con quelle di terra. Ma cosa fare se la tartaruga fa le uova? Una cosa fondamentale da ricordarsi è che non è detto che nascano per forza le baby tartarughe. Le tartarughe si comportano come le galline in questi frangenti: possono deporre uova anche non fertilizzate dal maschio. Il che spiega perché la vostra tartaruga che vive da sola e non ha mai incontrato un maschio, abbia deposto comunque delle uova.

Inoltre, per creare ulteriore confusione, nelle tartarughe esiste il fenomeno dell’anphigonia ritardata. La tartaruga femmina è capace di trattenere lo sperma del maschio anche per anni, salvo poi usarlo per rendere fertili le uova anche a distanza di tempo. Quindi se la vostra tartaruga ha incontrato l’ultimo maschio tre anni fa, non stupitevi se depone adesso uova da cui nasceranno delle tartarughine.

Mettere in sicurezza le uova di tartaruga

Se la vostra tartaruga di terra ha fatto le uova nel giardino, la cosa migliore da fare è metterle in sicurezza. Se sono state sepolte a sufficienza, mettetegli sopra delle foglie secche per coibentarle ulteriormente, recintate quella parte del giardino in modo da non passarci sopra per errore (con i piedi, il tosaerba, la macchina…) e tenetele sotto controllo.

Se la tartaruga le ha deposte in un luogo di passaggio, che non è possibile recintare o in una zona pericolosa, ecco che potete spostarle e metterle anche in vaso di coccio ben riempito di terra e ricoperto di foglie. Quando spostate le uova, dovete ricordarvi di muoverle e ruotarle il meno possibile.

L’alternativa è utilizzare un’apposita incubatrice per uova di tartarughe: molti allevatori anche amatoriali preferiscono questa soluzione, in modo da tenere le uova maggiormente sotto controllo e aumentare la percentuale di riuscita della schiusa. Idem lo si fa con le tartarughe in terrario o in acquario che depongono le uova: difficilmente nel terrario e nell’acquario ci sarà uno strato di terriccio o sabbia sufficiente per interrarle correttamente, per cui si procede con l’incubatrice.

Ricordatevi di controllare le uova di tartaruga

Sia che abbiate optato per l’incubatrice, sia che abbiate optato per un vaso o per il lasciarle dove sono state deposte, controllate periodicamente le uova di tartaruga deposta. In questo modo potrete accorgervi per tempo di problemi di umidità eccessiva che portano le uova ad ammuffire e marcire, problemi con i topi e via dicendo.

Quando si arriva, poi, al momento della schiusa, considerate che potrebbero passare anche settimane fra la schiusa della prima e dell’ultima tartaruga, per cui non buttate subito via le uova che non si sono schiuse. Considerate che per le nostre tartarughe di terra italiane, il tempo di schiusa varia dai 50 ai 90 giorni, dipende se gli facciamo fare una schiusa in incubatrice o naturale.

Attenzione a non muovere e ruotare le uova delle tartarughe

Non fate la speratura con le uova di tartaruga così come si fa con le uova di gallina. La speratura nelle galline consiste nel prendere l’uovo, metterlo controluce e ruotarlo per vedere se è presente l’embrione al suo interno. Le uova di tartaruga, infatti, non hanno le calaze, gli involti che avvolgono l’embrione nelle uova di uccelli e lo tengono al suo posto. Mancando queste calaze, se ruotate o scuotete l’uovo di tartaruga, ecco che rischiate di uccidere l’embrione.

Questo spiega anche il perché prima vi dicevamo di non ruotare l’uovo quando lo si deve spostare: va posizionato nell’esatta posizione in cui è stato deposto. Potete sì metterlo controluce per vedere l’embrione, ma senza scuoterlo, ruotarlo o muoverlo troppo.

Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Foto | Pixabay

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