
Veterinari a domicilio non solo per le emergenze ma anche per cani e gatti che non amano le visite nello studio veterinario e si agitano eccessivamente. Soprattutto mentre si aspetta il proprio turno, infatti, gli ormoni della paura sono nell’aria, tutti quegli animali terrorizzati dalla visita e spaventati dagli estranei o dal viaggio in auto nel trasportino, avvertono con i loro odori gli altri pets della presenza del pericolo.
I contro delle visite veterinarie a domicilio sono i costi maggiorati dei controlli e delle prestazioni. Tempo fa ho avuto la fortuna di conoscere un veterinario che non faceva pagare costi aggiuntivi. Mi ha elencato tutti i vantaggi derivanti dalle visite a domicilio, che si tratti di vaccinazioni piuttosto che di controlli di routine o di medicazioni.
Il cane ed il gatto, quando sono spaventati, ovviamente hanno il battito ed il respiro accelerati. In questo caso, se siamo andati dal veterinario per chiedere ad esempio un consulto sull’ansia piuttosto che sulla letargia dell’animale, la valutazione ne risente perché i valori sono falsati dall’agitazione.

Vivere con un cane significa anche prendersene cura dal punto di vista della sua salute. Ci sono alcune razze che hanno bisogno di maggiori cure (per esempio, quelle a pelo lungo necessitano di una maggiore attenzione al mantello); ci sono però degli step che valgono per tutti i cani. In sintesi queste sono le aree da tenere sotto osservazione:
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Si parla un po’ ovunque in rete dell’aumento dell’Iva sulle spese veterinarie. A protestare contro i rincari, non solo i semplici cittadini , ma anche l’ANMVI, L’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, che ricorda come già con la manovra di luglio era stata ridotta la detraibilità delle spese per cure veterinarie.
Per poter far sentire la propria voce, l’Anmvi ha aperto una pagina su Facebook, che conta già un migliaio di adesioni, in cui si legge:
Con l’aumento dell’IVA al 21%, il Governo ha scritto la peggiore pagina fiscale per la sanità animale e la sanità pubblica veterinaria del nostro Paese. L’ANMVI chiede al Governo:
Che le prestazioni veterinarie siano escluse dall’aumento al 21%
Che si applichi l’IVA ridotta del 10% sulle cure veterinarie
Che vengano esentate le spese veterinarie obbligatorie e tutte le prestazioni di prevenzione per la tutela della sanità pubblica.
Non sono un’esperta di finanza, però da semplice cittadina trovo assurdo l’aumento dell’Iva sulle spese mediche, quando ci sarebbero da fare tutt’altro genere di tagli, per incrementare il nostro bilancio. Detto questo, sempre da cittadina e da padrona di un gatto, mi domando: ha senso dire che questo aumento modificherà il comportamento dei cittadini nei confronti dei loro animali da compagnia?
Non penso alla vecchietta in pensione che fa già fatica a comprare da mangiare per sé, ma alla maggior parte dei proprietari di animali. Come padrona di un gatto (ma forse per me è semplice, perché si tratta appunto di un solo gatto) non sarà quel punto percentuale a farmelo curare di meno. Credo comunque che dovremmo tenere distinti i due piani: l’aumento è scorretto, ma non perché chi ama gli animali lo userà come alibi per trascurarli.
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Non è abitudine di Petsblog parlare di economia se non nel caso siano coinvolti direttamente i nostri amici animali. Nell’ultima manovra finanziaria, però, c’è un punto che va a sommarsi alle varie spese (purtroppo mai abbastanza basse) che noi “genitori” di pet sosteniamo continuamente per l’amore dei nostri amici. Tra le varie cose quella che ci penalizzerà di più è l’aumento dell’aliquota IVA dal 20% al 21%. un solo punto percentuale che, però, va a ripercuotersi su tutti gli acquisti.
Un sacco di crocchette da 50 euro netti ci costerà 50 centesimi in più. Una vaccinazione da 30 euro sarà 30 centesimi più cara di prima. Come detto sono piccole spese che, però, sommate l’una all’altra arrivano alla considerevole cifra di 100 euro in più ogni anno. Si spera che questo aumento non diventi l’ennesimo appiglio per chi non vuole curare adeguatamente il proprio cane o che sia una scusa per le amministrazioni locali per combattere il randagismo con le sperimentazioni.
Via | Giornalettismo
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Capita, a volte, di vedere dei cani che si rincorrono la coda. A noi magari può sembrare una cosa comica ma non è assolutamente da prendere sotto gamba. Questa situazione può verificarsi per due cause principali: la prima è che ci siano problemi nella zona caudale come, ad esempio, dei parassiti. In questo caso potete rivolgervi tranquillamente al vostro veterinario per fare un controllo che scopra eventuali infezioni o ossificazioni coccigee.
Se escludete problematiche fisiche, curabili con qualche medicina o altro, l’altra causa è comportamentale. Il vostro cane ha molta energia e non riesce a sfogarla. Forse perchè passa troppo tempo da solo, forse perchè non gioca quanto gli servirebbe, lo stress si accumula e rincorrersi la coda per mordersela è un gesto che denota un livello di nervosismo alto ed è il caso di intervenire subito. Analizzate il rapporto con il vostro amico facendovi aiutare da un comportamentalista e vedrete che con un po’ d’impegno vedrete che le cose miglioreranno. Dedicategli più tempo e più attenzioni. Farà bene ad entrambi.
Via| Eco di Bergamo
Osservare attentamente il nostro cane è un ottimo esercizio per noi sia per conoscerlo meglio, sia per capire subito se qualcosa non va. Soprattutto in quest’ultimo caso è importante sapere “cosa c’è di strano”: andare dal veterinario e dirgli solo che il cane sta male non aiuta certo il dottore a fare una diagnosi precisa. Dobbiamo essere noi la voce del cane e fornire al veterinario quante più informazioni possibili in modo che si possa stabilire effettivamente quale sia il problema.
Quello che segue è un semplice elenco di elementi da tener presente quando osservate Fido: sarebbe bene dare uno sguardo a questa lista prima di ogni visita medica e annotare quello che si nota in modo da poterlo riferire con precisione al veterinario.
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Sia in casa che in vacanza è sempre bene avere a portata di mano un kit di pronto soccorso per i cani. Il kit – che deve essere apposito per Fido – va conservato in un luogo fresco e asciutto, magari insieme agli oggetti per le emergenze (ma ben distinto dal kit per il pronto soccorso umano). Cosa deve contenere il kit di pronto soccorso per cani? Parlatene con il vostro veterinario di fiducia, ma comunque in linea generale un kit di primo soccorso dovrebbe contenere il seguente materiale (in ordine alfabetico):
Ricordatevi di controllare la scadenza dei medicinali e cambiarli se necessario. Nel kit, inoltre, è bene mettere un foglietto con il recapito del vostro veterinario e della più vicina clinica veterinaria (questi dati è meglio segnarli anche sull’agenda e nella memoria del cellulare). Se andate in vacanza o in un viaggio qualsiasi informatevi prima sia sugli ambulatori veterinari che sulle cliniche e segnatevi numero telefonico e indirizzo.
Via | B. Frogle, Il cane. Il manuale completo, Edizioni Era Ora
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Dopo Milano e Sasso Marconi anche a Perugia apre un’emoteca e centro trasfusionale veterinario. Il centro è stato attivato nella sezione di medicina interna del dipartimento di patologia, diagnostica e clinica veterinaria della facoltà di medicina veterinaria del capoluogo umbro. Potranno donare sangue cani e gatti sani, che hanno un peso superiore ai 25 kg (per i cani) e 5 kg (per i gatti) e con età compresa tra 1 e 8 anni.
Il Centro emotrasfusionale nasce allo scopo di fornire un servizio rivolto ai pazienti dell’Ospedale Veterinario Didattico della Facoltà, ai cittadini e ai loro amici animali nonché ai colleghi liberi professionisti. Il sangue intero e gli emoderivati sono infatti necessari in molteplici condizioni: avvelenamenti, emorragie, interventi chirurgici, disordini della coagulazione, neoplasie, malattie emoprotozoarie ecc. che mettono a rischio la vita degli animali.
Presso la clinica saranno effettuati gratuitamente ai cani e gatti donatori la visita veterinaria, vari esami ematici con la possibilità di ulteriori controlli periodici sempre gratuiti. E come quando noi umani doniamo il sangue poi riceviamo in omaggio la colazione, così ai cani e gatti che faranno la donazione verrà offerta una fornitura di pappa!

Quando parliamo di proteggere il nostro pet dal caldo l’idea è, generalmente, quella del cane, viste le passeggiate anche a orari sconsigliabili. Anche i nostri amici gatti, però non sono certo al sicuro dal pericolo del caldo. Ecco alcuni semplici suggerimenti che potete adottare per proteggere i felini dalla canicola:
Pochi accorgimenti che permetteranno anche al nostro micetto di godere della bella stagione.
Se il tuo cane orina più del solito significa che beve molto. E se beve molto più del normale e senza una ragione (cambio di crocchette, caldo, esercizio fisico) vuol dire che qualcosa non va.
L’aumento anormale e non passeggero della sete (in termini tecnici si parla di polidipsia) è uno dei primi segni del diabete, ma può anche essere campanello di allarme per un disturbo renale o epatico, come anche di un’infezione batterica o un disturbo ormonale. In questi casi l’assunzione di molta acqua va di pari passi con il fare tanta pipì (che, sempre in termini specifici, si chiama poliuria). Quindi togliere l’acqua per evitare che Fido faccia tanta pipì significa esporre il cane a una rapida e grave disidratazione mettendo a rischio la vita del nostro amico peloso. Ci sono alcuni umani, infatti, che per evitare che il cane faccia troppa pipì – soprattutto di notte – pensano che la soluzione migliore sia quella di togliergli la ciotola con l’acqua.
Che fare, invece, se noti che il tuo cane beve molto più del normale? La risposta è ovvia: rivolgiti al veterinario che effettuerà le dovute analisi (del sangue, dell’orina…) per capire cosa stia succedendo al cagnolone.
Tieni sott’occhio il tuo cane soprattutto se è anziano dal momento che i cani in là con l’età possono soffrire di insufficienza renale cronica.
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